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Notizie, commenti e riflessioni su " l'Italia che non si vergogna, con la testa nell'elmo di Scipio, va alla gogna. " Blog che nasce dalla volonta ed esigenza dell'autore di dibattere e confrontare la propria visione di mondo e società con quante più persone, motivo per cui sono molto graditi i commenti.

2013/10/21

18-19 Ottobre: C'est n'est qu'un debut.

"Tornano gli sfasciavetrine" "I no tav si preparano a devastare Roma" "Terroristi e black block minacciano Roma" etc...
Questi i toni con cui i media, con ampio anticipo hanno sponsorizzato le mobilitazioni nazionali che hanno avuto luogo il 18-19 Ottobre a Roma.
I motivi erano almeno due:
1)Spingere la gente a non partecipare, diffondere un clima di paura e terrore così che i romani si chiudessero in casa e limitare la partecipazione dalle altre città
2)Alimentare la tensione in modo da spingere, come in una profezia che si autoavvera, i partecipanti del corteo allo scontro e dar poter così dare giustificazione  alle loro minacce e alla loro repressione sociale.
E spiace dire che a questo clima ha contribuito non soltanto il governo e i media ad esso asserviti ma anche la "sinistra civile", quella "bella e presentabile" nei salotti della gruber, di ballarò etc... insomma quella facente capo a Rodotà che fin dall'inizio ha cercato di spaccare le piazze, convocando la sua sfilata una settimana prima di quella già convocata da USB e movimenti sociali ed arrivando ad equipararli ai mafiosi.

Nonostante tutto questo, invece, la due giorni di mobilitazione è stata un successo, sotto ogni punto di vista ed ha dimostrato che se una "via maestra" cerchiamo, in quella piattaforma politica dobbiamo trovarla.
E' stata un completo successo perchè ha dimostrato le capacità aggregative ed organizzative dell'USB, che si è dimostrata capace di convocare uno sciopero nazionale e di richiamare da tutta Italia circa 15/20mila persone, e non per la sfilata domenicale di cgil-cisl-uil ma per una giornata piena di contenuti, con un alto livello conflittuale.
E' stata un completo successo perchè la giornata successiva è riuscita nella maniera più eclatante e forte a smentire le cassandre governative  dimostrando che unire le lotte si può ed è vincente,  portando in piazza 50mila o forse più persone di ogni provenienza politica e lavorativa, militanti comunisti, libertari, migranti, precari, disoccupati, licenziati, precari, tutti uniti dalla volontà di opporsi al sistema capitalista che attraverso i suoi strumenti (troika, fmi, governi reazionari) sta tentando di stritolare ogni opposizione sociale attraverso la crisi e l'austerity.
E' stato un completo successo anche perchè, a differenza delle altre volte, le giuste azioni di "sanzione" contro le sedi dei ministeri e delle FS non hanno fatto morire la manifestazione nel caos generale dello scontro contro fascisti (che pure ci hanno provato, ben protetti dalle guardie) e la polizia.
E' infine stato un completo successo perchè non è, come al solito, stata "una sfilata e poi tutti a casa", ma attraverso alcune occupazioni di stabili a favore dei migranti rifugiati e al presidio in porta pia ,tutt'ora presente, si è manifestata chiaramente l'idea che questa due giorni è il punto di partenza e non certo quello di arrivo.

Insomma, oramai è chiaro, la "via maestra" è tracciata ed è una soltanto: Resistenza e Lotta.
Il Governo ed i padroni che esso rappresenta, sono avvisati: c'est n'est qu'un debut continuons le combat! ★☭





2013/01/14

A PUGNO CHIUSO, CIAO PROSPERO!




Muore oggi, a 62 anni, il Compagno Prospero Gallinari.
Condivido e qui riporto il saluto del Compagno, di lotta e galera, Salvatore Ricciardi:

Una vita dedicata alla lotta di classe rivoluzionaria. 

Un compagno, un amico, un fratello per me e per quelle compagne e quei compagni che con lui hanno lottato, condividendo un percorso scabroso e difficile, mettendo in gioco la propria esistenza, per raccogliere e rilanciare la spinta rivoluzionaria che proveniva dal cuore stesso della classe operaia: le grandi fabbriche e le periferie metropolitane.
Ciao Prospero! 

Oggi non trovo altre parole per ricordare i tanti giorni, mesi, anni, passati insieme calpestando gli stessi metri del pavimento di una cella o le spianate di cemento dei cortili ingabbiati delle carceri speciali.
In quegli spazi angusti, in quelle gabbie, si camminava insieme, si  ricordava insieme, si ragionava insieme, si criticava e ci criticavamo; e si continuava a progettare percorsi rivoluzionari. Oggi altre braccia raccoglieranno quelle idee e su altre giovani gambe continueranno il cammino per farla finita con questo abominio di sfruttamento, oppressione e devastazione, 

2013/01/11

#SeviziaPubblico, il grande Silvio show.


 

Le tre ore di "#SeviziaPubblico" (uno dei tweet più usati per commentare la trasmissione di Santoro)
andate in onda ieri hanno regalato ad un ormai disperato Berlusconi una delle più grandi occasioni per tornare alla ribalta sul circo (vero e proprio) mediatico e politico che, da eccezionale show-man e imprenditore qual'è, non si è fatto sfuggire grazie anche ad una disastrosa regia di Santoro e un Travaglio non certo brillante che gli hanno concesso di dirigere i giochi fino al farlo "salire in cattedra" quasi al termine della trasmissione.

Non dico altro, tanto c'ha già pensato oggi Emiliano Brancaccio:

Silvio Berlusconi poteva essere attaccato per avere impresso una tremenda accelerazione ai processi di precarizzazione del mercato del lavoro italiano; per aver contribuito più di altri al depotenziamento della contrattazione nazionale sui salari; per avere assecondato un micidiale regresso culturale, oltre che giuridico, nel campo dei diritti civili; più in generale, per esser stato convinto propugnatore di una visione aziendale e quindi autoritaria dello Stato. Poteva esser messo sul banco degli imputati politici per avere ridotto la politica industriale nazionale a una scassata congerie di prebende, lassismo fiscale, riduzione dei controlli sulla sicurezza del lavoro. Poteva essere accusato di aver contribuito in modo decisivo al dilagare di una concezione magliara delle relazioni sociali, affettive e sessuali. Berlusconi, insomma, poteva essere presentato come la più fedele incarnazione di un capitalismo nazionale imbolsito, retrivo, perennemente tentato dalla logica della reazione: l’arrocco di un Gulliver monopolista sostenuto da una invereconda miriade di lillipuziani proprietari.

Nel corso della trasmissione Servizio Pubblico andata in onda stasera, si poteva fare questo ed altro. Ed invece, oltre ad assistere ad una impolitica requisitoria di Marco Travaglio, ci siamo trovati al cospetto di un Michele Santoro impacciato, non competente, disperatamente aggrappato alle smorfiette di disappunto della signora Merkel nel tentativo di dimostrare la questione a suo avviso decisiva: che Berlusconi, agli occhi di chi oggi comanda nell’Unione europea, sarebbe impresentabile. Nel caos di una trasmissione nella quale giornalisti con una preparazione improvvisata si baloccavano con le sequenze macroeconomiche che descrivono la crisi europea, abbiamo persino avuto, sia pure solo per un lunghissimo attimo, la terrificante sensazione che Berlusconi fosse il savio in mezzo agli stolti.


L’apoteosi l’abbiamo raggiunta quando il Caimano, in un modo sia pur pedestre, ha tentato di spiegare quel che gli economisti di professione sanno bene, e che il Fondo Monetario Internazionale e Bankitalia hanno riconosciuto da tempo: che il debito pubblico non è affatto la causa principale dell’andamento dello spread sui tassi d’interesse; e che la determinante prioritaria di quell’andamento risiede nella probabilità di deflagrazione dell’eurozona, che non è stata scongiurata e che le politiche di austerity non riducono ma accrescono. Ma mettere in discussione il mantra del debito pubblico deve esser parso all’ignaro Santoro una vera bestemmia, e un’occasione da non perdere per mandare al rogo l’eretico. Il penoso risultato è che il conduttore progressista ha fatto la figura del frate domenicano Tommaso Caccini, mentre il più celebre narratore nostrano di stantie barzellette anni ’50 si è trovato nel comodo ruolo dell’epigono di Galileo Galilei.


Servizio Pubblico un corno, dunque. C’era quasi da rimpiangere i banali errori contenuti nelle pillole di economia pre-keynesiana sparse nella trasmissione che giorni fa Piero Angela ha dedicato alla crisi. La verità è che, consapevoli o meno che siano, le cosiddette avanguardie del giornalismo progressista nazionale appaiono oggi affezionate all’ideologia dominante persino più delle istituzioni che quella stessa ideologia, anni fa, avevano contribuito a edificare. Un altro dei segni di questo nostro tempo funesto.

IL MEGLIO (O PEGGIO) DI @SERV_PUBBLICO IN QUALCHE TWEET :






Leggi anche:

"Tanto rumore per nulla" di Curzio Maltese
"Un fact checking dell'altro mondo" di Phastidio.net

2013/01/06

'Nto culu alla Societa Civile, ridatemi i Politici

"nel Paese del mondo alla rovescia camminare in direzione ostinata e contraria non è un vezzo. È un dovere." 

Così scriveva qualche tempo fa Matteo Pucciarelli  in un suo articolo riguardo della candidatura di Ingroia. Mi perdonerà spero lo cito in questo mio breve post che però va, in un certo qualmodo, in direzione ostinata e contraria al contenuto del suo.

Perchè in questo post, come è facilmente intuibile, vorrei porre qualche considerazione riguardo l'eccessivo, a mio parere, entusiasmo intorno alla questione della "società civile" oramai insignita, da destra a sinistra, al ruolo di salvatrice della Politica e dello Stato come è bene evidente se si nota il gran numero di liste/movimenti/rivoluzione/scelte civiche che stanno nascendo in vista della prossima scadenza elettorale e che mi richiama alla mente una frase letta su Tw:

"La Politica era l'arte di imperdire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda.
Poi si è aggiunta l'arte di costringerla a decidere su cose che non capisce"
Si fa un gran parlare di società civile, ma cosa si intenda per società civile poi non lo dice mai nessuno.

Più facile dire cosa non sia, la 
società civile e cioè non sono i Politici, la cosidetta "CASTA", altra parola molto in voga di questi tempi.
Ma se con CASTA vogliamo intendere un gruppo ristretto di persone, una elitè privilegiata, chiuso in sè e difficile da riformare mi pare evidente che in Italia, di caste ve ne siano molte non solamente quella dei Parlamentari e affini.
Non è forse una casta quella dei calciatori, quella dei cosidetti Baroni Universitari, e che dire di avvocati, medici, farmacisti e molti altri ancora che sicuramente possono essere definiti una elitè privilegiata.
Eppure non escluderemmo mai dalla categoria della società civile un farmacista o un calciatore, ma i Parlamentari si.  Perchè?

Altrettanto spesso si usa la definizione di "società civile" come definizione di 
"gente comune, gente per bene" da contrapporre ai Parlamentari tutti ladri e tutti corrotti (come se poi solo chi fa parte di una elitè possa essere disonesto come se  l'uomo qualunque fosse corretto ed incorruttibile per definizione.)

Insomma, tutto questo gran parlare della società civile si riduce alla fine solo ad un modo per sfogare la rabbia e la frustrazione contro le Istituzioni e la classe politica dirigente che in questi vent'anni a portato il Paese allo sfascio, percui si dice: "Basta con i Politici di professione, che governi la gente comune -cioè perbene- che governi la società civile". 

Sorvolando sul fatto che negli ultimi 20anni non abbiamo vissuto in una dittatura in cui la classe politica c'è stata imposta ma in una (per quanto difettata, malata e ammaccata) democrazia in cui la classe politica qualcuno, guarda un po', proprio quella società civile che oggi "si candida al governo", l'ha votata e sostenuta; vorrei far notare un paio di cose:

1)Quand'era Grillo (ben lontanto dall'essere mio riferimento politico!) a gridare "Vaffanculo" ai Parlamentari chiedendo che fossero i cittadini a gestire la "Res Publica" da destra a sinistra gli è piovuto addosso ogni sorta di insulto dal "populista", "antipolitico", "antiItaliano" finanche all'accusa d'essere il "nuovo Mussolini".
Ora invece da Ingroia a Monti tutti che fanno a gara per chiedere ai politici un "un passo indietro", a chiedere ai partiti e ai militanti (gente strana loro, mica fanno parte della società civile) di lasciare spazio alla gente comune-perbene.
Sarà che hanno visto che il trand tira bene, quindi sarà pure "antipolitico" ma adesso va bene.

2)
Abbiamo dunque detto che bisogna dire basta ai Politici e lasciare il governo alla società civile ma...
qualcuno mi sa indicare quali POLITICI abbiamo in Parlamento, oltre ad Andreotti?
A me sembra proprio che in Parlmento negli ultimi vent'anni abbiamo avuto da destra a sinistra schiere di mafiosi, veline, dentisti, avvocati, magistrati, banchieri e ogni altra sorta di esponente della SOCIETA' CIVILE (a dimostrazione di come "società civile non voglia dire automaticamente onestà), ma di POLITICI io ne conto gran pochi, o mi sbaglio??

Oltretutto c'è un gran dire, un gran rimpiangere gli anni della prima repubblica e personaggi come Berlinguer, Moro, Fanfani, Pertini etc... sostenendone (a ragione!!!) l'elvato valore morale ed intellettuale oltre che il forte "senso dello Stato" in contrapposizione alla bassezza (su tutti i fronti) dell'attuale classe parlamentare.
Ma scusate un attimo, i personaggi sopra citati, non facevano parte della cosidetta categoria dei POLITICI DI PROFESSIONE contro cui tanto oggi spariamo a zero?

3) Infine volevo porre una considerazione, se vogliamo, molto pratica che peraltro risulta molto chiara facendo un esempio (in maniera molto superficiale, sia chiaro) parallelo.

C'è una "casta" dei medici, per cui una elitè privilegiata e molto costosa gestisce la sanità, le nomine, le amministrazioni ospedaliere etc... tale da creare un grosso problema per le possibilità di carriera dei giovani non raccomandati e di spesa pubblica.
Indubbiamente tutto questo è un problema da risolvere, per cui si propone di nominare medici persone qualunque, che in maniera chiara e trasparente gestiscano ospedali e la sanità.
Ora, non so voi, ma se io dovessi essere operato, diciamo al cuore, e potessi scegliere se affidare l'operazione ad un chirurgo che so per certo prenda mazzette e favorisca i nipoti nelle nomine oppure un membro della "gente comune", un ONESTISSIMO muratore, che però neanche sa di preciso cosa sia un ventricolo o come usare un bisturi, scusatemi ma sceglieri il primo.

Questo esempio per chiarire che, non ritengo certo una soluzione alla cattiva politica, il voler sostituire i Politici con gente comune, che per quanto onesta, indipendente e "pulita" non saprebbe come muoversi all'interno delle dinamiche nazionali e internazionali della Politica stessa.
Troppo spesso ci tendiamo a dimenticare che la Politica è un lavoro e peraltro uno dei più importanti e complessi e che quindi come ogni altro lavoro e forse più abbia bisogno di "professionisti" che sappiano gestire lo Stato e le sue Istituzioni.Che poi è il motivo per cui ritengo oltre modo sbagliato chiedere che i partiti vengano smantellati o che diventimo mera base di appoggio per i movimenti e i cittadini.Il Partito era, dovrebbe essere quel luogo di crescita e istruzione che fa in modo che un giovane, che magari inzia ad avvicinarsi alla Politica a 14, 16 anni, impari a muoversi in quel mondo, ci si confronti un po' alla volta e che capisca il suo funzionamento, facendo esperienze graduali, partendo magari dal proprio comune, città, provincia per arrivare magari a 30, 35 anni in Parlamento avendo però alle spalle esperienza e capacità di comprensione del mondo Politico ed Istituzionale.
Mentre prendere il più onesto e sincero dei precari,docenti,migranti, operai etc... che abbia 30, 40 o 50 anni e dire: "Candiamo Lui, è Onesto e tanto basta" è un errore poichè finirà o per essere inglobato dal quel mondo "corrotto" in cui lo si è spinto senza che ne sapesse poco nulla o alla meno peggio comunque non otterrà nulla.

Insomma, il punto è, io credo, ridare centralità alla Politca a partire proprio dai Politici e dai Partiti che con tutti i loro difetti, costituiscono l'ossatura della nostra società, rinnovandoli, aggiustandoli e affiancandoli certamente a tutti gli importantissimo movimenti civili ma senza "pretenderne la testa" e screditandoli col qualunquismo del "son tutti corrotti, son tutti ladri" con la volontà di aggiustare e non di distruggere.

2013/01/03

Monti si ricandida alla Presidenza del Consiglio. Ed è un bene.

Dopo un anno di governo (tu chiamalo se puoi, tecnico) Monti ha infine deciso di prolungare la sua permanenza sullo scenario politico, prestandosi a leader di un partito-lista-coalizione centrista che porti avanti le politiche che hanno caratterizzato la sua Presidenza del Consiglio (leggasi macelleria sociale)

E sinceramente sono contento che abbia fatto questa scelta, perchè questa sua decisione apre nuovi scenari sul panorama politico di cui c'era assoluta necessità, sopratutto a sinistra.


In particolare la decisione di Monti di candidarsi con una sua lista ("Con Monti per l'Italia")
crea due condizioni positive:

1) Fine di bipolarismo e antiberlusconismo

La candidatura di Monti ha dato credibilità e carattere politico a quel Centro costituito già da Casini (a cui poi si erano uniti Fini e Rutelli) ma che senza la candidatura dell'ormai ex premier non costituiva una reale alternativa di governo ne a Berlusconi ne a Bersani rompendo così lo schema bipolare Pdl-Pd che aveva tagliato fuori la Sinistra che ora invece può cercare di recuperare spazio.
Spazio che si viene a creare per un secondo importante effetto "della candidatura Monti" (unito all'exploit del M5S di Grillo) e cioè la fine di quel cancro politico che è stato l'antiberlusconismo come unico argomento intorno al quale si è fossilizzata la Politica e la società civile Italiana degli ultimi 20 anni ed in cui rischiavamo di ricadere se Monti avesse deciso di rimanere fuori dal gioco Politico.
Questo perchè l'anno di governo appena trascorso e la decisione di Monti di ricandidarsi per continuare con le sue politiche hanno reso nuovamente evidente che il "nemico" non è Berlusconi ma il sistema economico capitalista, al quale i governi europei (chi più, chi meno) stanno sacrificando le vite di migliaia di persone attraverso le politiche criminali della Troika (EU, BCE, FMI) per poter ingrassare banche e istituzioni finanziarie.


2) il Partito Democratico in contraddizione

Il secondo effetto benevolo della candidatura di Monti è la situazione in cui ha costretto Bersani ed il Partito Democratico.
Il Pd è rimasto fedele (tipo vassallo con il monarca) a Monti per tutta la durata del governo tecnico, in modo da far ricadere su di lui il compito d'imporre le misure d'austerity chieste dalla Troika (evitando così di sporcarsi le mani direttamente con tali impopolari misure) e ed essere così pronto poi, una volta andato via Monti e con un Berlusconi oramai finito, a candidarsi e vincere le elezioni, in probabile alleanza con l'Udc, senza grosse difficoltà.

La candidatura di Monti ha lasciato Bersani col classico cerino in mano, poichè a destra l'Udc adesso non ha più alcun interesse ad una alleanza con il Pd, mentre a sinistra il Pd ha perso la faccia per aver sostenuto e votato tutto ciò che Monti ha chiesto.
Inoltre la creazione di una lista con Monti premier ha attirato l'interessa della parte destra e liberale del Pd, a partire da Ichino che infatti ha deciso di lasciare il partito per sostenere l'agenda Monti (scritta peraltro proprio a partire dalle idee di Ichino stesso).
Ed è per questo che oltretutto, spero che alle consultazioni elettorali Monti ottenga un discreto risultato, in modo da avere un certo peso e un certo appeal tale da attirare le anime destre del Partito Democratico, che fuoriuscendo lascerebbero quindi che l'asse di questo si sposti verso sinistra.

2013/01/02

Grazie 2012, per tutto. 2013 dove mi porti?

Che il 2012 sia stato per me un anno particolare è subito evidente se penso a come ho trascorso questo capodanno e cioè bevendo una pinta di Guinness in un pub Irlandese, dopo aver fatto il "countdown" in cantantando l'inno di questo fantastico Paese.
Se qualcuno, a inizio anno, me l'avesse detto, certo avrei riso e risposto qualcosa tipo "seee, credici".

Ma come ci sono finito in quel pub? Quasi mi viene da non aver risposta.

Tornado con il pensiero a gennaio e ripercorrendo l'anno trascorso rapidamente, pensando a tutte le persone conosciute, quelle "andate", i posti visti e le esperienze vissute quasi ho difficoltà a credere di essere io ad aver vissuto tutto ciò che ricordo tanto che sarei più propenso a pensare siano racconti di vita altrui.

Dal compimento del 18° anno d'età, più precisamente da quel giorno di giugno in cui i miei amici e la mia famiglia mi organizzarono una festa a sorpresa (io gli anni li faccio il a luglio), la mia vita ha preso una piega tutta inaspettata, ma sopratutto, a iniziato a correre.
In questi ultimi 3 anni ho visto tanta gente passare, ho salutato persone da cui mai avrei pensato di separarmi, sono nate forti amicizie con persone su cui all'inizio non avrei scommesso un euro e poi fortunatamente ci sono quelle colonne portanti che reggono il mio mondo e che nulla smuove.
Ho visto posti nuovi, ho fatto cose che mai avrei pensato e cose che sostenevo mai avrei fatto (per convinzione o possibilità).

Se dovessi stilare i momenti e le persone indelebili di quest'anno (che se faccio quello dei tre ultimi hanno diventa lunga) sicuramente dovrei partire da Bologna.
Bologna è la mia città, credo di poterlo dire, nella misura in cui è la città che ho scelto non dove sono nato, è la città in cui ho vissuto le emozioni più forti (belle e brutte), è la città che mi ha rubato il cuore e oggi che non sono più lì me ne rendo conto mentre penso alle sue strade, i suoi edifici, i suoi rumori e colori,alla sua gente e realizzo che mi manca come mi avessero tagliato via una metà.
E qui, di tutte le persone che ho incontrato, con cui ho vissuto e trascorso i miei due anni passati tra quelle strade, indubbiamente tra le più importanti ci sono i (molti) Compagni di Rifondazione e i (pochi) colleghi d'Università che mi hanno accompagnato supportandomi e sopportandomi, con cui ho condiviso quelli che sono stati tra i momenti più belli e che più volte mi hanno dimostrato di poter contare su di loro ben oltre la militanza e-o lo studio.
Un ringraziamento speciale per il fantastico anno, lo dovrei ai miei Amici con cui trascorro sempre troppo poco tempo e non ringrazio mai abbastanza ma senza i quali non saprei che fare.
Ringraziarli per la fantastica vacanza trascorsa insieme in Croazia quest'estate, ringraziarli, tutti, per il fantastico compleanno  (il migliore che ricordi, insieme a quello dei 18 sopracitato) che mi hanno fatto trascorrere, ringraziarli, tutti, "semplicemente" per essere le persone eccezionali che sono e che mi stanno accanto.
E certamente non posso non ringraziare per quest'anno eccezionale (ma anche per i 20 precedenti)
mio padre, mia madre e mia sorella, le persone che da quando sono nato ci sono sempre state, senza lasciarmi mai nemmeno un attimo, che mi hanno cresciuto, educato e donato ogni cosa e anche di più.
Un grazie lo rivolgo però anche a tutte le persone con cui magari ho scambiato solo qualche parola, un brevissimo tratto di strada, quelli con cui ho discusso, litigato e che magari sul momento non mi sembrava avessero avuto una grande importanza ma una traccia, un segno, l'hanno lasciato tutti e anche solo per questo li ringrazio.
E certo un indibebile ricordo l'ha scavato in me l'Irlanda (insieme alle persone che v'ho incontrato, con cui ho vissuto, con cui ho lavorato) che ho vissuto -e che sto vivendo mentre scrivo- in questi ultimi 3 mesi dell'anno. Perchè l'esperienza che sto vivendo in questo momento già molto mi ha dato molto, ma spero e voglio credere che questo capitolo della mia vita sia solo all'inizio e sia tutto da scrivere in questo anno appena iniziato.

E quindi, Benvenuto 2013, non so dove mi porterai, non so con chi e perchè, posso soltanto augurarmi che non solo sia all'altezza del 2012, che saluto, ma che ,anzi, lo superi perchè come ho recentemente realizzato, fin'ora la strada da seguire era già tracciata e a me stava solo viverla mentre da poco tempo a questa parte davanti a me ora ci sono tutte le strade possibili e nessuna già tracciata ed è mio il compito di inventarmela,  con l'aiuto di chi vorrà accompagnarmi ancora.

2012/12/30

Eterna Ricerca

"Sono Atea. Non so cosa si intenda per credere in Dio"

E' morta, a 103 anni, Rita Levi Montalicini.

Donna, Ricercatrice, Premio Nobel e Senatrice della Repubblica.

Un pensiero, un grazie e addio ad una grande donna, esempio di come caparbietà e curiosità possano cambiare le persone ed il mondo.

Ciao Rita.


Per ricordare, per non dimenticare:

Rita Levi Montalcini, una vita lunga un secolo [L'Espresso]Rita Levi risponde a Storace [La Repubblica]
Rita Levi ospite a CheTempoCheFa [Video]
"100anni di futuro" Intervista a Rita Levi Montalcini [Wired]


2012/12/17

Resto Inquieto


Questo il libro che è appena entrato,direttamente al primo posto, nella classifica libri da leggere.



 
Libro dell'Inquetudine.
Autore: F.Pessoa
Ed.: Newton Compton








Intanto, resto inquieto.



2012/12/16

Cammino sulla strada dell’errore





"Vengo da ventitrè anni di rabbia e dolore
la strada è la mia scuola, chiamatemi dottore
l’ospedale costa caro è quasi meglio se si crepa
l’avvocato costa caro, meglio farsi la galera
questo mondo è come un manicomio a cielo aperto
trasformano i cretini in eroi di successo
in mezzo a tutto questo ci muoviamo e viviamo
a causa di tutto questo alla fine moriamo
incastrati, corrotti, frà diseredati
dalla fica alla fossa dal dubbio mai toccati
qualcuno poi si aggrappa a qualche culto orientale
perché ha una vita vuota e non sa che cazzo fare
se io fossi un bastardo frà ti ammazzerei
se non fossi un codardo frà mi ammazzerei
ma resto ancora qua seduto su una panca
a minacciare il sole con una pistola ad acqua"





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Libri che consiglio

  • "Gheddafi, Islam Petrolio e Utopia" di Mino Vignolo
  • No Logo di Naomi Klein
  • La Pulizia Etnica della Palestina di Ilan Pappe
  • Un indovino mi disse,Buona notte Sign.Lenin di T.Terzani
  • Il teorema del pappagallo di D.Geudj
  • La fattoria degli animali di G.Orwell
  • Il De Bello Gallico di C.G.Cesare
  • Imperium di R.Kapuscinski
  • I Courtney (il ciclo ) di W.Smith
  • Il mondo di Sophia di J.Gaarder
  • Il codice da Vinci e Angeli e Demoni di D.Brown
  • Harry Potter (tutti) di J.K.Rowling
  • La notte dei desideri di M.Ende
  • La compagnia dei celestini di S.Benni
  • L'ultima Legione e Il Tiranno di M.Manfredi

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