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Notizie, commenti e riflessioni su " l'Italia che non si vergogna, con la testa nell'elmo di Scipio, va alla gogna. " Blog che nasce dalla volonta ed esigenza dell'autore di dibattere e confrontare la propria visione di mondo e società con quante più persone, motivo per cui sono molto graditi i commenti.

2009/09/03

Riflessioni e Interrogativi.

Ho compiuto 18 il 6 luglio, e lo sento.
Mi sono accorto, che non è solo un passaggio anagrafico,
ma sopratutto mentale, molto grande.
Da quella dato, approfitando delle vacanze (prima nelle marche,
e poi a Barçelona) ho avuto modo di pensare,
e ho realizzato alcune cose, per me, molto importanti.

1)
Nonostante, l'ipocrisia sia la cosa che più disprezzo,mi sono accorto che
fondomentalmente anche io sono un po' (o forse molto) ipocrita.

Perchè sono sempre il primo a giudicare, criticare, disprezzare
questa nostra società,che certo non merita altro, però poi, infondo,
il mio desiderio, per il mio futuro, è trovare "un posto" in questa società.

Mi ritrovo ogni giorno, a constare le ingiustizie, le deviazioni e le aberrazioni
della nostra quotidianità, di questo mondo dove tutto ruota intorno al denaro.

Eppure, poi quando mi ritrovo a pensare al mio futuro
-quando ne vedo uno, perchè di solito è tutto nero-
mi "vedo" inserito, con un posto che mi consenta di vivere in QUESTA società,
che mi permetta di GUADAGNARE abbastanzaper mantere me,
i miei hobby e di fare un vita da "vero cittadino borghese".

E allora mi chiedo: "Cosa devo fare"?
Abbandonare la strada delle "critiche" ed adeguarmi al "sistema"
e vedere di trovarmi come altri miliardi di persone il mio "posto"
in questo "mondo di ladri",
o
"abbandonare il sistema", rinunciare ad ogni sicurezza, lanciarmi
non so dove, quando e perchè?
E in quest'ultimo caso, con che coraggio?
Non credo proprio di avere un così grande coraggio.

2)
Una cosa che, per ora, ho però realizzato è che
devo smetterla di -ri-vivere gli anni 60/70, continuando a idealizzare ciò che fu fatto allora.

Ma non perchè fu sbagliato, ma semplicemente non l'ho vissuto io.
Io non c'ero.Quella non è la mia vita, e continuando a "sognare ad occhi aperti"
quegli anni non faccio altro che buttare via la mia,
perchè al posto che VIVERLA, la passo dandomi l'illusiuone
di rivivere quella di altre persone.

E allora va bene, andare avanti a
leggere il passato,
e cercare di colmare le mie infinite lacune storiche, perchè
come disse il buon Confucio :"Studia il passato, se vuoi prevedere il futuro"
perchè tutti noi abbiamo un legame indissolubile con il passato,
anche se non è il nostro, in modo diretto,
però guardando al presente e soprattutto puntando al futuro.

Anche se come detto sopra, non so, ancora quale sia.

Massimiliano.

4 commenti:

giulia zeta ha detto...

E’ nei pensieri di tutti, quel che chiedi al primo punto: nessuna preoccupazione, un lavoro sicuro e dignitoso. E’ nelle aspirazioni umane, quale sia l’estrazione sociale, culturale, religiosa. I migranti vengono da noi proprio per questo, non certo per sopravvivere. Anche se poi, anche quando riesci ad avere il famoso “posto in società”, le preoccupazioni non mancano mai, gli inconvenienti, le circostanze avverse di cui bisogna tener conto. Il difficile è riuscire a rimanere onesti, leali, equi: virtù che invece di essere insite nel nostro animo, diventano sempre più rare, col conseguente disfacimento della società. Giustizia paga? Sì e no. Nella nostra società se sei giusto non ti arricchirai mai, e se te ne vuoi fregare della giustizia post-mortem, dormirai però sonni tranquilli, in pace con te stesso. Ma è inutile essere troppo ottimisti, appunto meglio essere onesti: i disonesti sono molti, la maggioranza, e li incontrerai fin troppo spesso sul tuo cammino. Riuscirai a evitarne il contagio? Chissà.... Te lo auguro, e lo auguro a tutti, me compresa, perché di disonesti ne abbiamo già troppi: dal panettiere che aumenta il prezzo del pane di nascosto sul sacchetto, all’idraulico che installa pezzi vecchi, al parrucchiere che falsifica le ricevute.... e sono solo “piccole disonestà quotidiane” che però fanno vivere male.
Confucio dice bene: non c’è futuro se si ignora il passato. Gli errori servono per non essere ripetuti. Ma anche in questo caso, purtroppo, la smemoratezza si fa scaltra.
Un consiglio gratuito e non richiesto: studia. La conoscenza sarà il tuo bene più prezioso. ciao gz.

mario ha detto...

Sei un romantico come tanti a 18 anni. Dopo di che hai la sfiga di vivere nel 2009. Abituati ma cerca di essere coerente con i tuoi valori, anche se sarai un cittadino borghese.
Quello che posso consigliarti è di viaggiare. Prenditi un anno sabbatico e muovi il culo. Non vale che non hai i soldi per poterlo fare. Fai la vendemmia a settembre, distribuisci volantini, fai il cameriere, cogli le mele a lagnasco; insomma fai un pò quel che cazzo vuoi ma arraffa un pò di quattrini e prova a girare il mondo.
Scoprirai che c'è un sacco di vita e punti di vista che ti rimetteranno al mondo. Oppure potrai vivere esperienze da protagonista, fatti un viaggio in Messico o Nicaragua e ne riparliamo.
Auguri

senter88 ha detto...

Anch'io ho avuto questa crisi esistenziale quando ho compiuto 18 anni.
Sono passati, ormai, 3 anni e mezzo ma a me sembrano passate 3 settimane.
Ora mi ritrovo integrato in questo sistema anche se non guadagno abbastanza da permettermi di comprare una casa spero in futuro di arrivare a ciò, la cosa che mi preoccupa di più è che non ci trovo nulla di male in tutto questo. Forse 3 anni fa avrei disprezzato una persona come me eppure son qui. A dire il vero nemmeno io so come è successo tutto così in fretta 4 mesi dopo il diploma ho fatto il colloquio nella società per cui lavoro, una settimana dopo ho fatto il corso e circa un mese dopo stavo lavorando. La vita fugge mio caro ed è troppo breve per poter cambiare questo sistema.
Se ci penso bene qualcosa non è cambiato. Il mondo del lavoro è pieno di arrivisti a cui non importa nulla se non di guadagnare 10000 euro al mese. Io non sono così, io cerco solo quanto mi basta per comprare una casa e mettere su famiglia. Il resto non mi importa, essere manager o operaio non mi cambia. Questo è l'unico pensiero che mi allontana un po' dal sistema anche se di poco.

adestra ha detto...

Questi tuoi interrogativi esistenziali sono comuni a tutti i giovani che dovendo entrare, per forza, nel mondo del lavoro osservano, forse per la prima volta, la realtà che per tutti, ma sopratutto per i giovani, è assai amara. Purtroppo e per colpe mai identificate fino in fondo il nostro mondo ed il nostro paese in particolare è dominato dal dio denaro che non accetta compromessi. Contestarlo? Certamente sì, ma dall'interno. Dall'esterno è solo un utopia che tutti abbiamo sognato ma che a lungo andare è scemata per soddisfare le esigenze della sopravvivenza. Io faccio parte del mondo del lavoro e cerco, dall'interno e nel mio piccolo, di combattere le ingiustizie. per combattere è necessario essere vivie per vivere è indispensabile mangiare questa minestra cercando di modificarne gli aromi che per un giovane sono assai amari. Questa è la mia opinione.
Un saluto,
marco

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