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Notizie, commenti e riflessioni su " l'Italia che non si vergogna, con la testa nell'elmo di Scipio, va alla gogna. " Blog che nasce dalla volonta ed esigenza dell'autore di dibattere e confrontare la propria visione di mondo e società con quante più persone, motivo per cui sono molto graditi i commenti.

2013/01/06

'Nto culu alla Societa Civile, ridatemi i Politici

"nel Paese del mondo alla rovescia camminare in direzione ostinata e contraria non è un vezzo. È un dovere." 

Così scriveva qualche tempo fa Matteo Pucciarelli  in un suo articolo riguardo della candidatura di Ingroia. Mi perdonerà spero lo cito in questo mio breve post che però va, in un certo qualmodo, in direzione ostinata e contraria al contenuto del suo.

Perchè in questo post, come è facilmente intuibile, vorrei porre qualche considerazione riguardo l'eccessivo, a mio parere, entusiasmo intorno alla questione della "società civile" oramai insignita, da destra a sinistra, al ruolo di salvatrice della Politica e dello Stato come è bene evidente se si nota il gran numero di liste/movimenti/rivoluzione/scelte civiche che stanno nascendo in vista della prossima scadenza elettorale e che mi richiama alla mente una frase letta su Tw:

"La Politica era l'arte di imperdire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda.
Poi si è aggiunta l'arte di costringerla a decidere su cose che non capisce"
Si fa un gran parlare di società civile, ma cosa si intenda per società civile poi non lo dice mai nessuno.

Più facile dire cosa non sia, la 
società civile e cioè non sono i Politici, la cosidetta "CASTA", altra parola molto in voga di questi tempi.
Ma se con CASTA vogliamo intendere un gruppo ristretto di persone, una elitè privilegiata, chiuso in sè e difficile da riformare mi pare evidente che in Italia, di caste ve ne siano molte non solamente quella dei Parlamentari e affini.
Non è forse una casta quella dei calciatori, quella dei cosidetti Baroni Universitari, e che dire di avvocati, medici, farmacisti e molti altri ancora che sicuramente possono essere definiti una elitè privilegiata.
Eppure non escluderemmo mai dalla categoria della società civile un farmacista o un calciatore, ma i Parlamentari si.  Perchè?

Altrettanto spesso si usa la definizione di "società civile" come definizione di 
"gente comune, gente per bene" da contrapporre ai Parlamentari tutti ladri e tutti corrotti (come se poi solo chi fa parte di una elitè possa essere disonesto come se  l'uomo qualunque fosse corretto ed incorruttibile per definizione.)

Insomma, tutto questo gran parlare della società civile si riduce alla fine solo ad un modo per sfogare la rabbia e la frustrazione contro le Istituzioni e la classe politica dirigente che in questi vent'anni a portato il Paese allo sfascio, percui si dice: "Basta con i Politici di professione, che governi la gente comune -cioè perbene- che governi la società civile". 

Sorvolando sul fatto che negli ultimi 20anni non abbiamo vissuto in una dittatura in cui la classe politica c'è stata imposta ma in una (per quanto difettata, malata e ammaccata) democrazia in cui la classe politica qualcuno, guarda un po', proprio quella società civile che oggi "si candida al governo", l'ha votata e sostenuta; vorrei far notare un paio di cose:

1)Quand'era Grillo (ben lontanto dall'essere mio riferimento politico!) a gridare "Vaffanculo" ai Parlamentari chiedendo che fossero i cittadini a gestire la "Res Publica" da destra a sinistra gli è piovuto addosso ogni sorta di insulto dal "populista", "antipolitico", "antiItaliano" finanche all'accusa d'essere il "nuovo Mussolini".
Ora invece da Ingroia a Monti tutti che fanno a gara per chiedere ai politici un "un passo indietro", a chiedere ai partiti e ai militanti (gente strana loro, mica fanno parte della società civile) di lasciare spazio alla gente comune-perbene.
Sarà che hanno visto che il trand tira bene, quindi sarà pure "antipolitico" ma adesso va bene.

2)
Abbiamo dunque detto che bisogna dire basta ai Politici e lasciare il governo alla società civile ma...
qualcuno mi sa indicare quali POLITICI abbiamo in Parlamento, oltre ad Andreotti?
A me sembra proprio che in Parlmento negli ultimi vent'anni abbiamo avuto da destra a sinistra schiere di mafiosi, veline, dentisti, avvocati, magistrati, banchieri e ogni altra sorta di esponente della SOCIETA' CIVILE (a dimostrazione di come "società civile non voglia dire automaticamente onestà), ma di POLITICI io ne conto gran pochi, o mi sbaglio??

Oltretutto c'è un gran dire, un gran rimpiangere gli anni della prima repubblica e personaggi come Berlinguer, Moro, Fanfani, Pertini etc... sostenendone (a ragione!!!) l'elvato valore morale ed intellettuale oltre che il forte "senso dello Stato" in contrapposizione alla bassezza (su tutti i fronti) dell'attuale classe parlamentare.
Ma scusate un attimo, i personaggi sopra citati, non facevano parte della cosidetta categoria dei POLITICI DI PROFESSIONE contro cui tanto oggi spariamo a zero?

3) Infine volevo porre una considerazione, se vogliamo, molto pratica che peraltro risulta molto chiara facendo un esempio (in maniera molto superficiale, sia chiaro) parallelo.

C'è una "casta" dei medici, per cui una elitè privilegiata e molto costosa gestisce la sanità, le nomine, le amministrazioni ospedaliere etc... tale da creare un grosso problema per le possibilità di carriera dei giovani non raccomandati e di spesa pubblica.
Indubbiamente tutto questo è un problema da risolvere, per cui si propone di nominare medici persone qualunque, che in maniera chiara e trasparente gestiscano ospedali e la sanità.
Ora, non so voi, ma se io dovessi essere operato, diciamo al cuore, e potessi scegliere se affidare l'operazione ad un chirurgo che so per certo prenda mazzette e favorisca i nipoti nelle nomine oppure un membro della "gente comune", un ONESTISSIMO muratore, che però neanche sa di preciso cosa sia un ventricolo o come usare un bisturi, scusatemi ma sceglieri il primo.

Questo esempio per chiarire che, non ritengo certo una soluzione alla cattiva politica, il voler sostituire i Politici con gente comune, che per quanto onesta, indipendente e "pulita" non saprebbe come muoversi all'interno delle dinamiche nazionali e internazionali della Politica stessa.
Troppo spesso ci tendiamo a dimenticare che la Politica è un lavoro e peraltro uno dei più importanti e complessi e che quindi come ogni altro lavoro e forse più abbia bisogno di "professionisti" che sappiano gestire lo Stato e le sue Istituzioni.Che poi è il motivo per cui ritengo oltre modo sbagliato chiedere che i partiti vengano smantellati o che diventimo mera base di appoggio per i movimenti e i cittadini.Il Partito era, dovrebbe essere quel luogo di crescita e istruzione che fa in modo che un giovane, che magari inzia ad avvicinarsi alla Politica a 14, 16 anni, impari a muoversi in quel mondo, ci si confronti un po' alla volta e che capisca il suo funzionamento, facendo esperienze graduali, partendo magari dal proprio comune, città, provincia per arrivare magari a 30, 35 anni in Parlamento avendo però alle spalle esperienza e capacità di comprensione del mondo Politico ed Istituzionale.
Mentre prendere il più onesto e sincero dei precari,docenti,migranti, operai etc... che abbia 30, 40 o 50 anni e dire: "Candiamo Lui, è Onesto e tanto basta" è un errore poichè finirà o per essere inglobato dal quel mondo "corrotto" in cui lo si è spinto senza che ne sapesse poco nulla o alla meno peggio comunque non otterrà nulla.

Insomma, il punto è, io credo, ridare centralità alla Politca a partire proprio dai Politici e dai Partiti che con tutti i loro difetti, costituiscono l'ossatura della nostra società, rinnovandoli, aggiustandoli e affiancandoli certamente a tutti gli importantissimo movimenti civili ma senza "pretenderne la testa" e screditandoli col qualunquismo del "son tutti corrotti, son tutti ladri" con la volontà di aggiustare e non di distruggere.

3 commenti:

Andrea Intonti ha detto...

Allora, cerco di andare di pari passo con la "scaletta" che hai seguito te.

1) Innanzitutto bisognerebbe capire quando Ingroia è andato "in direzione ostinata e contraria" (a me già mettere Ingroia e Faber nella stessa frase mi fa venire i brividi), dato che la cosa per cui è ricordato - la famosa "trattativa" - si basa sulle dichiarazioni di uno, Ciancimino, che in un qualunque tribunale del mondo verrebbe preso a pesci in faccia e qui, cito a memoria, diventa "un'icona antimafia" (poveri i Pippo Fava, gli Ipastato o le Rita Atria...); b) Ingroia in Guatemala non ci doveva rimanere un anno? No perché se è così il suo "rispetto delle istituzioni" dov'è? Per non parlare - e questo non ricordo dove l'ho letto e me ne dolgo per non poter riprendere la fonte - di questa "idolatria della Costituzione", che qualche punto su cui riflettere ce l'avrebbe...ma andiamo avanti.

2) Non commento su Grillo (ne scrivevo, se ricordi, prima del boom e non mi va di rifare tutto il discorso). Aggiungo solo che, a differenza sua - che all'epoca non poteva disporre nemmeno dell'ufficio stampa del Fatto - Ingroia ha la "faccia pulita" da usare per far rientrare un po' di tromboni di sinistra (parliamo di Diliberto? :S) in Parlamento, nel quale - e anche qui vado a memoria delle agenzie - ci ritroveremo con ben due partiti idealmente vicini a Goldman Sachs (PD e partito-Monti)

3) Più che d'accordo sulla società civile (e anche qui non ricordo la fonte, ma qualcuno fece notare che non esiste una società "incivile").

Quello che non capisco è: per te varrebbe tornare alla "scuola delle Frattocchie" o meglio il modello delle "grandi scuole" (non so come si scriva in francese...) francesi?


ps. Last but not leas: perché cacchio hai messo l'evidenziazione in marroncino? ;)

Massimiliano Dolciotti ha detto...

1)Questo lo prendo più come commento all'articolo di Pucciarelli che al mio che comunque sulla questione "Ingroia" ci ritornerò con post a parte.

2)Quello di Grillo voleva essere solo un esempio di come cose criticate ad altri poi vengano riprese e fatte diventare la soluzione ad ogni male.

3)Riguardo alla scuola delle Frattocchie:
più che al ritorno ad una scuola per i quadri di partito, io auspico il più semplice ritorno ad una scuola di "militanza attiva" nelle sezioni dove i giovani interessati possano venire a contatto e crescere culturalmente e politicamente giorno dopo giorno a partire dalle strade delle proprie città fino al Parlamento.
Anzichè trapiantare giovani (e meno giovani) da mondi esterni, banche, magistrature, studi odontotecnici etc..., nel mondo della Politica di cui fino al giorno prima nemmeno si interessavano.

Ps.
l'evidenziatore in marroncino è dovuto alle bizze che mi fa blogspot ogni tanto in cui mi cambia caratteri e colori. Boh!

Andrea Intonti ha detto...

Sì sì, il mio discorso Ingroia-Faber era più generale che non dettato dal tuo articolo o da quello di Pucciarelli;
Sul discorso "formazione" però sorge un problema tecnico: il prof a chi lo fai fare, a gente come quella che c'è ora (e lo so, nelle sezioni ci sono tante persone che meriterebbero i vertici dei partiti piuttosto che "l'anonimato politico...")

ps...giustificato allora.

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