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Notizie, commenti e riflessioni su " l'Italia che non si vergogna, con la testa nell'elmo di Scipio, va alla gogna. " Blog che nasce dalla volonta ed esigenza dell'autore di dibattere e confrontare la propria visione di mondo e società con quante più persone, motivo per cui sono molto graditi i commenti.

2010/09/12

Contessa oggi, a vent'anni

Torniamo indietro di qualche hanno, al 2006 e più precisamente al 1°maggio.

Sto assistendo al Concertone, quando finalmente salgono sul palco i Modena City Ramblers [che personalmente apprezzo tantissimo, il loro Folk-Combat ha sempre trovato ampio spazio nei miei cd prima e nel mio mp3 dopo] e con soddisfazione sento che suonano Contessa senonchè al momento del ritornello anziché il classico:

«Prendete la falce, portate il martello / scendete giù in piazza, picchiate con quello.

Ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra / vogliamo vedervi finir sotto terra»

ascolto una versione piuttosto diversa, che suona così:

«Scendete giù in piazza per manifestare / qualcosa di nuovo ora può cominciare.

Ma se questo è il prezzo siam pronti a gridare/ che noi questo mondo vogliamo cambiare»

Rimango piuttosto spiazzato e anche un po' deluso da questa “nuova” versione che non gradisco molto anche se confesso di non avergli dato molto peso sul momento.


Recentemente però ho trovato, navigando per la rete, un video in cui i Modena rispondendo ad una domanda su il parallelo “Contessa”- “Mia dolce Rivoluzionaria” spiegano il perché della loro decisione di non suonare più Contessa e devo dire che mi ha procurato una notevole irritazione,sia per i toni sia per i contenuti esposti dai Modena in questa loro video-spiegazione.


Spiegano che MdRivoluzionaria “non dà alcun tipo di messaggio chiaro...o non va ad incitare in una "certa" direzione e soprattutto non lavora per un certo tipo di slogan

Quindi quindi il non dare messaggi chiari - dunque non un messaggio schierato come invece fatto nel testo originale di Contessa - dovrebbe essere considerato migliore rispetto ai toni chiari e diretti usati da Pietrangeli?
E' come dire: «diciamo qualcosa ma non la diciamo, noi vi diciamo che questo non va bene,però poi siete voi responsabili di ciò che fate, noi non c'entriamo». A me suona molto “Noi ce ne laviamo le mani, fate vobis”


Ma la cosa più irritante è il tentativo successivo, di scaricare su coloro che li ascoltano, su noi “ragazzi di vent'anni” questa loro decisione.

Dicono infatti: “In quel periodo [anni '90] noi suonavamo per gente, un pubblico che più o meno aveva la nostra età e quindi aveva la possibilità di parlare il nostro stesso linguaggio col nostro stesso livello di informazione. Dieci anni dopo era evidente un gap generazionale tra noi e il pubblico che chiedeva quella canzone, che ha portato a farci delle domande quando i giovani facevano il gesto della rivoltella mentre cantavamo "vogliamo la guerra / vogliamo vedervi finir sotto terra" in qualche maniera non ci sentivamo più di cantare, magari questo (è un?) nostro errore - ma non crediamo - senza la sicurezza che fosse capita nella giusta ottica.”

Continuano i Modena: “Abbiamo provato a riproporla con piccole parti del testo cambiate evitando di poter essere strumentalizzati sull'incitamento alla violenza e inserendo anche nel testo un riferimento alle nuove forme di sfruttamento che magari non sono più "i compagni dai campi o dalle officine"quanto i compagni precari sottopagati.”

Concetto espresso anche nella lettera indirizzata a Pietrangeli, come egli stesso ha scritto su Liberazione: “ I MCR mi scrivono per chiedermi di poter cambiare il testo di quella canzone. Mi parlano della responsabilità dell’intellettuale, dell’artista che si esibisce di fronte a platee giovanili, della confusione che si potrebbe generare in quei cervelli di fronte a versi come:

«…ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra, vogliamo vedervi finir sotto terra…» eccetera.


E allora no. Questo non mi lo accetto.

Posso capire, o cercare di capire che voi non vi riconosciate più nei temi e nei modi espressi da questa canzone, però non mi va bene che scarichiate e nascondiate questa vostra decisione (legittima!!) dietro questa nostra presunta irresponsabilità, dietro alla paura di essere “strumentalizzati” da noi “giovani con la rivoltella” e modificandone il testo su presupposti fasulli perché dire che oggi non sono più “i compagni dai campi e dalle officine” ad essere sfruttati mi pare quanto mai falso,altrimenti spiegatemi le centinaia di morti sul lavoro in cantiere e in fabbrica che ogni giorno si verificano in tutto il paese, tutte i “Rosarno”. La situazione è ben peggiore di prima, e questo non giustifica una moderazione dei termini (perché è di questo che si parla) in quanto a questo sfruttamento si è aggiunto quello del precariato.


Voi vi giustificate, dite che avete paura e temete per i ragazzi che mimano la rivoltella urlando che “vogliamo vedervi finire sotto terra” e temete strumentalizzazioni.Questo è un insulto alla nostra intelligenza, alla nostra capacità di comprensione che non accetto e da voi non mi sarei mai aspettato. Vi dirò in tutta sincerità che se non ho ancora fatto nulla di quello che voi temete è dovuto in grandissima parte al fatto che tutta la rabbia e l'odio che mi cresce dentro ascoltando tutto ciò che accade ogni giorno in Italia,e in tutto il mondo è proprio perché ai concerti posso urlare, urlare con rabbia e talvolta con odio che “Voglio vedervi finire sotto terra” e che “ Pagherete caro, pagherete tutto”e tutti quegli slogan che voi tanto guardate con sospetto. Vi assicuro che urlare questi slogan mentre penso (perché sì, ci penso costantemente) a tutti i morti assassinati sul lavoro, gli immigrati nei cie-lager e nei campi, i palestinesi massacrati dalla “pace” israeliana e tutti i morti per la “democrazia americana” in Iraq e Afghanistan costituisce una enorme valvola di sfogo e autocontrollo della rabbia che altrimenti rimarebbe repressa e allora, diverrebbe realmente pericolosa.

E ringrazio Pietrangeli, che questo sembra averlo compreso meglio di voi, quando scrive: “detesto la pedagogia dell’artista mi pare presuntuoso di per sé e diminutivo per la capacità critica del pubblico; mi pare che giovanile sia sinonimo di attento e non di sprovveduto. Se mi fa senso il revisionismo storico, mi fa ridere quello “canzonettistico”.

E allora concludo al suo stesso modo:

che bisogno c’è di cantare qualcosa con cui non si è d’accordo?”

E' chiaro che non ne condividiate più modi e temi, e allora basta, non cantantela più! Però non nascondete questa decisione dietro falsi preoccupazioni e non prendetevi gioco della nostra intelligenza.

Max


1 commento:

Andrea Banlieue Intonti ha detto...

Beh...come ti dicevo in separata sede è interessante notare questa sorta di "deriva moderata" di una grossa parte di quella che una volta poteva essere l'area della sinistra c.d. extraparlamentare, che porta molti intellettuali (ed in questo campo, seppur con un po' di fatica, ci metto anche i cantanti...) a rinnegare quelle che erano le loro posizioni di neanche troppi anni fa (alla fine stiamo parlando dei MCR, non degli Stormy Six ad esempio...) abbracciando posizioni più perbeniste e, in qualche modo, più "borghesi".
Sarebbe interessante aprire un dibattito su questa cosa, poi concordo con le tue conclusioni: se non ti ci rivedi in una cosa (peraltro in maniera più che legittima, ci mancherebbe altro...) basta semplicemente non farla e stop. Senza inventare scuse di alcun tipo...

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